domenica 27 gennaio 2013

Incontro imprevisto, ma sperato

Come si puo' leggere dal post precedente la tappa di fine Novembre a Lucca per la tradizionale mostra e ritrovo dei soci del circolo fotografico MicroMosso e' un appuntamento al quale tengo molto. L'organizzazione e' sempre impeccabile ed ogni anno riserva sempre qualche sorpresa: tre anni fa e' stata con noi Letizia Battaglia grande fotografa e giornalista, l'anno dopo abbiamo avuto il piacere di ospitare Francesco Cito fotoreporter di trincea, quest'anno Fulvio Merlak, presidente onorario della FIAF, che ci ha intrattenuto con una interessante conferenza.
Per questa edizione sono partito da Modena attrezzatissimo: molti armamentari fotografici che hanno solamente contribuito ad affaticarmi la schiena, porto sempre troppa attrezzatura, per usarla in modo esiguo, ma il pezzo forte e' un piccolo libriccino della collana FotoNote della Contrasto quelli con la copertina color amaranto. Non volevo avere sorprese nel caso si concretizzasse un incontro.
La mostra di MicroMosso si inaugura il sabato pomeriggio, successivamente c'e' una cena conviviale. Solitamente la mattina della domenica i più' arditi si accordano per fare qualche scatto per la città , io sono sempre tra loro. Qualche SMS per accordarci su dove trovarci.
All'appuntamento pero' non trovo nessuno, la sala della mostra era ancora chiusa, faccio qualche foto in piazza e mi squilla il telefono, Libero, un amico di vecchia data, mi chiama al cellulare e mi dice "corri, corri alla sala della mostra e chiama più  gente che puoi" e riattacca. Un po' sorpreso da questa richiesta mi affretto, incontro Fiorella tutta agitata che mi dice "fai presto, fai presto sta arrivando il maestro". Penso: bah! la cena deve aver lasciato qualche conseguenza.
In lontananza vedo arrivare Libero, Antonio e un signore con cappotto e coppola verde che lentamente, sul corso completamente vuoto, si stanno dirigendo verso di noi, immagino chi sia lo sconosciuto, scatto qualche immagine. Intanto arrivano anche Paolo (il presidente del Circolo Micromosso) Susanna e Leone.
Il maestro era stato intercettato mentre passeggiava per Lucca ed invitato a visitare la nostra mostra, il trio si avvicinava sempre più, e la mia speranza diventava sempre più  realtà , lo sconosciuto era Gianni Berengo Gardin, che avevo già intercettato per ben due volte a Lucca, ora lo avevamo vicino e potevamo parlargli.
Ma cosa centra il libretto amaranto? Beh  la mia speranza ha avuto soddisfazione, mi sono portato il libro da casa nella speranza di poter incontrare Berengo Gardin che ammiro per la sua concezione di fotografia, un incontro sperato e concretizzato.
Ecco la documentazione fotografica:


Foto di Libero Api



Foto di Leone Nottoli









mercoledì 19 settembre 2012

6° Mostra Scatti dal Web Micromosso Lucca

E' una data che molti degli iscritti al circolo MicroMosso attendono con grande impeto e spirito di partecipazione.
Il circolo fa capo ad un sito di appassionati di fotografia, per lo più italiani, ma anche viceversa.
E' l'occasione nella quale viene organizzata l'annuale mostra di una sessantina di immagini prodotte dagli appartenenti al circolo che hanno cosi' il modo di vedersi fisicamente dopo tanti mesi passati a farsi vicendevolmente commenti sulle foto postate sul sito.
Questo e' il quinto anno consecutivo che partecipo alla mostra, ed e' veramente un piacere assaporare la sensazione di potersi vedere e scambiare quattro chiacchiere nella sala dell'esposizione a Lucca.

Lucca e' molto accogliente, una gran bella città un giro sulle mura sarò sicuramente meta di molti dei Micromossini che si ritroveranno all'appuntamento.

 Un invito ad intervenire all'inaugurazione il giorno 24 Novembre 2012 alle ore 17, la mostra sara' aperta fino al 9 Dicembre nei fine settimana.

sabato 7 luglio 2012

Noi la farem vendetta



Oggi 7 Luglio, data estiva destinata a pensieri vacanzieri o a fine settimana da trascorrere in luoghi non martoriati dal caldo e dalla umidità, ma questo giorno, per un reggiano, porta la memoria allo stesso giorno del 1960, nel quale vennero uccisi, dalle forze dell’ordine, 5 lavoratori e molti altri vennero feriti durante una manifestazione.
Io (qui in braccio a Mia Nonna Marietta) ero presente, ero nato circa un anno e tre mesi prima, nel pomeriggio, mia mamma mi stava portando ai giardini pubblici, abitavo in Pazza Prampolini e per arrivare in Piazza della Vittoria il tragitto era breve arrivati nei pressi dell'Hotel Posta dove lavorava mio padre iniziamo a sentire le prime urla e rumori forti e sordi, erano giorni che la città era sotto pressione.
Impressionati da questi eventi ci rifugiamo dentro all'albergo accolti da mio papa’ che stava già uscendo.
Siamo rimasti li per diverso tempo. Verso sera la città era deserta, le urla e gli spari avevano lasciato campo allo sgomento, alla rabbia e alla tristezza in alcuni anche alla disperazione. 
Diversi giovani giravano per il centro con i fazzoletti macchiati dal sangue delle innocenti vittime. 
 Ho parlato al plurale perché io c’ero e i racconti dei miei hanno permesso che oltre alla presenza fisica di un bambino di 1 anno o poco più si sia radicata una memoria consapevole.
Spesso quando ritorno a Reggio ripercorro quel tratto di strada, che da casa mia porta ai giardini pubblici, e con la mente vado ai racconti dei miei che mi descrivevano quella giornata, con la lettura del libro di Paolo Nori sono aumentati i racconti ed e’ cresciuta la rabbia.
Oggi si apprende la notizia che la Cassazione ha emesso il verdetto nei confronti dei poliziotti indagati alla Diaz durante il G8 di Genova, città’ che anche in quei giorni del 1960 ha patito.
Ma quanto tempo e' passato? Non si vuole vendetta, ma giustizia.

Mamma Anna e Papa' Franco



Fonti: Video Vento di Luglio, Figli dell'officina, molti racconti vocali.

giovedì 21 giugno 2012

Riomagno

Questo sara’ un post dinamico.
Per il secondo anno ho inviato le mie foto (18) a questa collettiva fotografica che si svolge a Riomagno e per la seconda volta non riuscirò a partecipare di persona all’evento. Vabbe’ ci sono cose peggiori, sarebbe stata l’occasione per rivedere persone amiche e avere l’opportunità di conoscerne altre.
Il borgo toscano viene invaso per due giorni dalle immagini, non ci sono vincitori, non c’e’ una gara, la prova e’ di arredare fotograficamente il borgo.
L’organizzazione della Sagra della Fotografia mette a disposizione di ogni partecipante un pannello di 240 cm. per 120 cm.
Io ho mandato appunto 18 immagini 40 x 40 sufficienti a riempire l’intera superficie del pannello.
Ho la curiosità di vedere come saranno collocate le mie singole immagini all’interno dello spazio che mi e’ stato concesso.
Sabato prossimo, il 23 Giugno alle ore 17, ci sarà l’inaugurazione della manifestazione e io, in contemporanea inserirò un’immagine di come avrei disposto le mie immagini sul pannello.
Spero che mi arrivi un’immagine della “mia” bacheca a Riomagno per confrontare come siano effettivamente state disposte le foto.
Vi aspetto Sabato 23 e i giorni successivi per l’inevitabile confronto.

Continua..........
Sabato 23 Giugno 2012, ore 18:40.
Eccomi, Susanna mi ha comunicato che le mie foto sono stte poste nella bacheca, tutto procede per il senso preventivato.
Questa e' come avrei disposto le mie foto.
Attendo una prova di come sono state posizionate, dagli organizzatori, le mie foto.
Alla prossima. Continua.....





Eccomi di nuovo qui, 30 Giugno 2012, fa un po' caldo, inserisco alcuni contributi fotografici che alcuni amici hanno documentato delle mie immagini esposte a Riomagno.
Iniziano i confronti, io le avevo pensate disposte in verticale, invece sono state poste in verticale. 
Le mie immagini sono state tutte eseguite con l'iPhone di mia moglie, chissa' cosa penseranno miei amici del M.A.O.
Foto di Luigi Bianconi
Foto di Matteo Turina (Vikingo)
Foto di Saro Di Bartolo

Foto di Saro Di Bartolo

Foto di Saro Di Bartolo
Un ringraziamento a tutti gli amici che hanno reso possibile l'esposizione di questo post.

martedì 17 aprile 2012

Nonno Fredo

Si avvicina il 25 Aprile, é una festa laica, ma e' una festa molto importante che non deve essere dimenticata. 
Molte persone hanno dato la vita o parte di essa per garantire un futuro più giusto e più libero a chi e' venuto dopo di loro, questo obiettivo lo stiamo perdendo, stiamo vanificando un sacrificio alto. 
Un ricordo particolare va al mio nonno materno, Alfredo, nato nel 1904, padre di 5 figli, già nel 21 militava nel PCI, si e' impegnato nella sua pianura durante la Resistenza, a Novellara, paese dove era nato e nove e' nata mia mamma. 
Mia mamma mi raccontava che pochi giorni prima della Liberazione alcuni uomini della brigata nera vennero a prelevare il nonno a casa, lui sapeva che mancava poco alla cacciata dei fascisti, e lo portarono via. In casa si sparse i terrore, non diedero nessuna spiegazione, e si temette il peggio. Dopo alcune ore il nonno torno' e gli animi famigliari si placarono, il federale del paese, conoscendo l'influenza del nonno, gli chiese un salvacondotto per fuggire, non so se mio nonno fosse in grado di darlo, ma gli disse di fare presto a scappare.
Il nonno Fredo (cosi' lo chiamavano in famiglia e gli amici)  era un tipo massiccio, sicuro di se, mi ha sempre trasmesso una certa fierezza, intransigente, forse poteva sembrare anche malinconico, un tipo tenace. Ma sapeva essere anche dolce ed affettuoso, ricordo che aveva sempre le tasche piene di Golia, le caramelle gommose di liquirizia quelle piccole tonde,  le dava a noi nipoti, ma credo che lui non le mangiasse mai, oppure lo faceva di nascosto. 
Probabilmente e' stato lui a trasmettermi la passione per la liquirizia. Il nonno era nato agli inizi di Gennaio e tutti gli anni festeggiava il compleanno il 6, il giorno della Befana, cosi' potevamo esserci tutti. Sono riconoscente al mio nonno Fredo, per il suo impegno, per l'affetto e per le Golia. 
Buon 25 Aprile

  

martedì 6 marzo 2012

Foto presa, foto data

Recentemente, su facebook ho letto un messaggio di un altro utente che condivideva un link a fianco appariva una fotografia.
Guardo meglio la miniatura che già mi aveva colpito, attentamente scruto e sobbalzo, “questa foto e’ mia, l’ho scattata io”. Cosa ci fa qua?
Apro il collegamento e qui la sorpresa maggiore: la foto e’ la mia, una foto a cui tengo molto, rappresenta un ricordo della mia gioventù. Sono tanto legato a quella foto e il solo pensiero che qualcuno abbia potuto prendermela senza chiederlo mi fa arrabbiare. Racconto un po’ questo episodio e un amico mi suggerisce un metodo per approfondire la ricerca e vedere se l’immagine può trovarsi anche in qualche altro sito. La foto e’ stata PRESA 34 colte, apperò.

Qualche giorno fa mi viene chiesta la mia possibilità’ di mettere a disposizione, per un’organizzazione sindacale della mia città, una fotografia per una campagna contro le aperture festive e domenicali dei negozi.
Accetto. Per bilanciare la presa fraudolenta dirigo la mia attenzione alla stessa immagine sottratta. Riesco a concedere una mia foto, la stessa foto, consapevolmente.
Ecco il risultato, e’ stata distribuita domenica in piu’ di cento copie.

sabato 5 novembre 2011

Immagini non pubblicabili

Uno dirà, certo che sono impubblicabili, non si possono guardare, sono storte, i toni sono bruciati e illeggibili, la scena non ha significato, non trasmette nulla. Chi non ha delle immagini che rientrano nelle categorie precedenti? Facendo un forte sforzo di auto censura anche il piu' entusiasta dei fotografi include, qualche sua foto, tra quelle impubblicabili. Anche io ne ho, senza dubbio in numero maggiore di quelle, a mio giudizio, pubblicabili. E qui ho fatto anche sfoggio di immensa modestia. Ma non e' di questo che voglio parlare, ma voglio parlare di due categorie di foto non pubblicabili.
Oggi sono andato a comprare l'ultimo disco, uscito recentemente, di Lou Reed & Metallica: Lulu, un doppio cd che sto ascoltando, era tantissimo tempo che non acquistavo dischi. Lou Reed e' uno dei miei musicisti preferiti, lo seguo dagli anni delle medie, accidenti quanto tempo, l'ho visto in concerto. Insomma per me e' un  grande. Anni fa, ha esposto le sue fotografie a Milano, grazie ad una parentela con l'organizzatore della mostra, assieme alla mia famiglia, sono stato invitato alla vernice.
Catalogo Mostra Lou Reed Milano 2007
Mi trovo nelle sale dell'esposizione con mia moglie, mio figlio, il fotografo Guido Harari e Lou Reed e nessun altro, inizio a scattare, dopo qualche minuto arriva Nanda Pivano e io li a fotografare.
Sono forse il primo che si fa firmare il catalogo. Poi la notizia, mi chiedono, per cortesia, di non pubblicare le foto. Li per li' non ho pensato bene a ciò  che significava quella richiesta e ho acconsentito di buon grado. Non le potrò pubblicare, pero' le potrò far vedere in privato ai parenti e amici come facevo molto tempo fa con le mie prime foto, rimanevano confinate in un ambiente privato.
La seconda categoria: l'anno scorso, alla stazione di Lucca, di ritorno dalla Mostra del Circolo Fotografico
MicroMosso dove era esposta una mia foto, il mio sguardo viene attratto da un uomo che sale le scale con passo arzillo e con delle borse che scopro piene di libri, continuo a seguire il suo camminare, il signore si posizione alle nostre spalle, confido a mia moglie: "dietro di noi c'e' Gianni Berengo Gardin", lei non e' fisionomista e mi dice: "chiediglielo", esito un po', mi presento, "complimenti, Maestro, piacere di conoscerla", lui, molto distintamente, si presenta e mi stringe la mano e cordialmente mi saluta, la mia mano e la mia testa erano impegnate, la macchina fotografica non era lontana, era nella borsa che stava appoggiata alla mia spalla, mi sarebbe piaciuto avere una foto con il Maestro, intanto il treno apriva le sue porte.
Come per l'occasione precedente posso solo raccontare.
Dimenticavo: il disco mi piace.


lunedì 24 ottobre 2011

Corridoi


Manicomio Criminale Reggio Emilia Maggio 2008
Mi sono accorto mettendo un pò d'ordine nelle mie fotografie, cercando di mettere un po' d'ordine, di essere attratto fotograficamente dai corridoi, forse non me ne sono mai reso conto se non appunto cercando di fare ordine, spesso fotografo questi elementi architettonici attratto dalle luci, dalle lunghezze, dalle persone che in lontananza li attraversano oppure dalla loro prospettiva, non so se questa predilezione fotografica abbia delle implicazioni psichiatriche,  indagherò meglio che nesso ci possa essere. Questa a sinistra e' stata scattata a Reggio Emilia all'interno del manicomio criminale, ricordo che da bambino con mia madre che mi portava a fare allenamento di basket nel vicino palazzetto dello sport  dovevamo costeggiare la costruzione e io avevo sempre un grande timore, dalle finestre provenivano, a volte, urla e rumori sinistri.
Entrandovi successivamente e' stata come una liberazione. Un po' come scaricare una tensione accumulata molto tempo prima e mai compresa appieno.
Palazzo Magnani Reggio Emilia

Palazzo Magnani Reggio Emilia  
Le due immagini, del Dicembre 2007, qui riportate ritraggono lo stesso corridoio, all'interno di Palazzo Magnani da punti diversi, ovviamente non era consentito fotografare, ma era troppo invitante questo corridoio deserto con tutte quelle foto in bianco e nero appese alle pareti.
E' stata una soddisfazione, a sviluppo ultimato, vedere queste due immagini.







Piazza Navona Roma
Ricordo che per questa immagine ho fatto diverse prove di ripresa. includere l'arco della volta, che probabilmente avrebbe reso meglio la composizione significava pero' distorcere le linee del portale, insomma ho provato diverse inquadrature senza mai scattare provando e riprovando.
Poi mi sono accorto che la statua sullo sfondo richiamava una grande senso di attesa, attesa che arrivasse qualcuno, che succedesse qualche cosa, alle mie spalle avevo il clamore di Piazza Navona piena di turisti intrattenuti da artisti di strada e li' davanti a me una calma che contrastava con quanto avevo alle spalle.
Ho finalmente scattato, e il senso di attesa si e' affievolito, quasi dissipato con il click del mio dito sul pulsante di scatto.








Chiostri S.Pietro Reggio Emilia Maggio 2010
Annualmente in occasione della settimana europea della fotografia mi reco nella mia città natale a visitare le mostre.
Per la prima volta si poteva percorrere, vistando le mostre, il primo piano di questa imponente struttura ecclesiastica.
Vagando per i corridoi mi si para davanti un immagine di un video con davanti due visitatori.
Ho scattato senza tanto pensare a cio' che facevo ed e' risultata questa immagine.











Chiostri S.Pietro Reggio Emilia Giugno 2011
Chiostri S.Pietro Reggio Emilia Giugno 2011




Vuoto e pieno, presenza e assenza, due scatti ripreso dallo stesso punto, ma con una caratteristica che connota diversamente il corridoio nella prima la prospettiva e' vasta, nella seconda, l'intrusa, la preclude, ma al tempo stesso riempie il corridoio, lo anima ne modifica la luce.

Chiostri S.Pietro Reggio Emilia Giugno 2011
Chiostri S.Pietro Reggio Emilia Giugno 2011
  
Chiostri S.Pietro Reggio Emilia Giugno 2011B

Chiostri S.Pietro Reggio Emilia Giugno 2011





































Ancora presenze assenze in questo stabile pieno di lunghi corridoi, ma anche luci ed ombre

lunedì 19 settembre 2011

Fronte e Retro

Abitualmente ciò che attira la mia attenzione, quando guardo una fotografia, é l’immagine, e ci mancherebbe altro é la caratteristica principale di un’immagine fotografica.
Nelle fotografie recenti, quelle scattate con macchine fotografiche digitali, esiste il file Exif che accompagna l’immagine: il file contiene una serie di informazioni degli attributi dell’immagine. Nelle fotografie d’epoca o non recenti, quelle stampate, per intenderci, esiste anche il retro, la faccia oscura che manca in originate da apparecchi digitali.
Spesso anche il retro ha il suo fascino, si possono desumere alcune informazioni: l’anno dello scatto, chi e’ stato ritratto, il luogo, il fotografo che ha eseguito la ripresa tutto ciò', qualora esista é demandato al possessore della foto e alla sua pazienza nel riportare i dati. 
Questo retro, secondo me, é quanto mai singolare. Non tanto per la pubblicità dello studio fotografico ma per il messaggio pubblicitario. L’immagine potrebbe essere collocata temporalmente tra le due guerre mondiali. Il cognome del fotografo, tradisce una discendenza ebraica, chissa’ se la sua attivita’ nel tempo e’ proseguita catturando tutto cio’ che capitava a tiro del suo obiettivo.


mercoledì 31 agosto 2011

Riforma delle Pensioni

Riforma delle Pensioni
Il governo dopo tanti tentennamenti ha deciso di mettere mano alle Pensioni.
Allarme sulla costa Romagnola.
Roma 31 Agosto 2011 - Si potrà accedere alle Pensioni solo e solamente dopo aver superato un’età: per i maschi di 73 e per le donne di 71. Per i maschi, oltre a presentare il documento di identità, dovranno presentare anche il foglio di congedo, saranno ammessi solamente 2 nipoti ad ospite. Tra i maschi: chi avrà partecipato a raduni di Alpini, Bersaglieri, Carristi e Carabinieri dovrà pagare una leggera sovrattassa di 4 € forfettaria per tutto il periodo che finirà nel fondo sostegno parenti dei Crociati. La comunità europea, il parlamento europeo e la BCE hanno espresso un sincero ringraziamento al Governo Berlusconi per aver finalmente, dopo tanti inviti, messo mano alla Questione Pensioni. Le associazioni militari esprimono grande rincrescimento per l’iniqua tassa applicata, chiedono come mai l’Artiglieria sia esclusa da questo balzello. Reazioni indignate dai Sindacati riformisti (CISL-UIL) che chiedono le modalita’ di accesso alle Pensioni degli obiettori di coscienza, imbarazzato il Ministro Sacconi. l’UGL chiede di estendere il balzello ai Paracadutisti noto bacino di utenza di questo sindacato, Il sottosegretario Giovanardi, sfoggiando un basco amaranto, si e’ detto perplesso.

lunedì 4 luglio 2011

Le due storie





















Queste due fotografie hanno diverse cose in comune: sono entrambe in bianco e nero, ritraggono persone e appartengono, grosso modo, alla stessa epoca, hanno quasi la stessa dimensione, ma la loro provenienza e’ diversa, almeno il loro giungere a me ha seguito strade diverse.
Una l’ho ritrovata all’interno del portafoglio di mio padre, l’altra l’ho recentemente acquistata su una bancarella ad un mercato dell’antiquariato. Un altro punto in comune: ora appartengono allo stessa persona.
L’elemento che mi piacerebbe analizzare e’ la storia dei personaggi ritratti.
In generale le fotografie servono a documentare, rappresentare e illustrare avvenimenti, sensazioni, stati d’animo, fermano un momento della vita. Spesso, però, viene dimenticata la storia che le immagini possono evocare a chi conosce la persona, in questo caso, e l’indifferenza che incontrano nei riguardi di chi non ha memoria della persona ritratta
Una delle persone ritratte nelle immagini che propongo e’ a me conosciuta, l’altra no, eppure entrambe hanno avuto una storia, una vita, un percorso, una rimane viva nei ricordi, l’altra cade nell’oblio.
In questo contesto, la storia della persona conosciuta ha una memoria, l’altra si e’ persa.
La prima foto e' della mia nonna Marietta (Maria), non era tanto alta, la mamma di mio papa', una donna molto vitale, arzilla, generosa e affettuosa. Aveva due occhi molto belli sempre attenti.
La seconda foto....., rischierei di fermarmi qui, vorrei darle una storia e non lasciarla ammuffire in un cassetto: Piero, lo zio di Armando, il vicino di casa quando abitavo a Reggio Emilia, la foto risale a quando il Caporale Piero faceva il militare, ha fatto gli ultimi 6 mesi di guerra, poi e' tornato a casa, per fortuna.
La Nonna faceva dei buonissimi capeletti, per Natale tutta la famiglia si ritrovava a casa sua, era una gran festa, il pomeriggio della vigilia ci portava, noi nipoti, a vedere un grande Presepio.
Piero e' tornato in fabbrica a fare l'operaio alle Reggiane e raccontava spesso ad Armando di quando era in guerra e guidava i camion, in pochi a quei tempi avevano la patente.
Forse ho dato una storia alla seconda foto. Vai Piero e vai nonna Marietta.

venerdì 1 luglio 2011

Sequenza 1


Una serie di immagini scattate all'interno di un negozio di Londra mentre aspettavo il resto della famiglia. Mi sono trovato su una panchina all'interno di questo negozio proprio davanti ad un tunnel tra due file di appendi abiti pieni di vestiti. Ero un po' fuori contesto, in generale non mi piacciono molto i negozi molto grandi, con enormi spazi, ho trovato un posto appartato e mi sono messo a scattare qualche foto. L'appostamento era favorevole, ero molto discreto, non mi vedeva nessuno.Quasi un'entita' astratta e avulsa dal resto dell'ambiente con il solo intento di documentare.

venerdì 24 giugno 2011

Incontrando Mario Dondero

Ieri sera ho incontrato Mario Dondero un arzillo fotografo di 83 anni che ancora gira per luoghi insicuri e bellicosi, recentemente e' stato in Afganistan, collabora con Gino Strada per Emengency, insomma continua a fare la sua professione di giornalista fotografo. E' una persona molto mite e credo riservata, ma dalle sue parole si ricava una grande passione, che trasmette, per il suo lavoro e per la giustizia sociale. Ha fatto il partigiano in val d'Ossola, e' stato in Vietnam, ha documentato il maggio francese e ha ritratto molti grandi personaggio del '900, ma mantiene una grande umilta' e un grande raziocinio. Durante la chiacchierata, nel programma delle serate estive modenesi, sono state proiettate alcune delle sue foto, l'elemento comune che le univa era la sensibilita' con cui il fotografo si approcciava alla scena e come, il soggetto veniva rappresentato. ha raccontato diversi episodi della sua vita di fotoreporter e anche fatto molte considerazioni sulla comunicazione e sugli strumenti comunicativi. Dato che e' anche giornalista, ha scritto su l'Unita', Diario, l'Avanti.
Vi segnalo un recente articolo apparso sul Corriere della Sera che lo descrive molto bene.

Alla fine della conferenza mi sono fatto firmare il libro a lui dedicato editato da Bruno Mondadori, e' stato estremamente gentile e abbiamo scambiato due chiacchiere. Insomma un personaggio con la testa sulle spalle e con ideali molto radicati e profondi. Ha detto che lui sara' sempre dalla parte degli immigrati, dei rifugiati, dei precari, penso sia un ideale molto importante a volte smarrito. Una serata edificante.

domenica 19 giugno 2011

I Leica

Alla fine l'ho presa, era tempo che avevo il desiderio di possedere una Leica, ma una cosa e' il desiderio una cosa sono i fondi disponibili per fare che il tutto diventi realtà, un amico del M.A.O. mi fatto una proposta, mi proponeva la sua Leica ad un prezzo interessante. Finalmente e' arrivata tra le mie mani, la vedete qui davanti alla videata del blog, modello M4-P corredata da un obiettivo Elmarit 90mm, f 2,8 con il suo paraluce. Ieri il primo ed unico scatto. Il tempo e' tiranno.